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Sussistenza del requisito sanitario per l’indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento ex art. 1, l. n. 18/1980 integra la medesima prestazione per minori e maggiorenni; pertanto, il venir meno del requisito sanitario accertato alla maggiore età configura una revoca – e non un diniego originario – con conseguente applicazione del regime dell’indebito assistenziale e verifica dell’affidamento del percettore in… Leggi di più

I controlli difensivi tecnologici del datore di lavoro

Sono legittimi i controlli difensivi del datore di lavoro, anche mediante strumenti tecnologici, finalizzati alla tutela di beni estranei al rapporto di lavoro o alla prevenzione di illeciti, purché fondati su un sospetto concreto, attuati ex post, rispettosi del bilanciamento tra iniziativa economica e tutela della dignità e riservatezza del… Leggi di più

Nullità della discriminazione indiretta: licenziamento per superamento del periodo di comporto del lavoratore disabile

In tema di licenziamento per superamento del periodo di comporto, l’applicazione al lavoratore disabile dell’ordinario termine di comporto integra discriminazione indiretta, poiché la mancata considerazione del maggior rischio di morbilità connesso alla disabilità trasforma un criterio solo apparentemente neutro in una prassi pregiudizievole per il gruppo protetto. Accertata la nullità… Leggi di più

Licenziamento per giusta causa del lavoratore che su WhatsApp offende il datore di lavoro

In tema di licenziamento disciplinare, le dichiarazioni rese dal lavoratore nell’ambito di una chat WhatsApp, ancorché qualificabili come corrispondenza privata, assumono rilievo disciplinare ove siano rivolte ai terzi partecipanti al gruppo e si concretino in espressioni lesive della reputazione del datore di lavoro e dei colleghi, nonché nella divulgazione di… Leggi di più

Presunzione di gratuità delle prestazioni familiari e “more uxorio” superata dalla prova del vincolo di subordinazione

La presunzione di gratuità delle prestazioni rese in contesto familiare o di convivenza more uxorio può essere superata mediante la prova del vincolo di subordinazione, da ricavare dalla qualità e quantità delle prestazioni, nonché dall’esistenza di direttive, controlli e indicazioni del datore di lavoro; e ha ritenuto che, nel caso… Leggi di più

La falsa attestazione di un requisito richiesto da un concorso comporta la nullità del contratto

Il determinarsi di falsi documentali [art. 127 lett. d), d.P.R. n. 3/1957] o di dichiarazioni inveritiere (art. 75 d.P.R. n. 445/2000) in occasione dell’accesso al pubblico impiego è causa di decadenza, per conseguente nullità del contratto, allorquando tali infedeltà comportino la carenza di un requisito che avrebbe in ogni caso… Leggi di più

Deducibilità in cassazione della errata lettura del fatto probatorio

Il travisamento del contenuto oggettivo della prova, il quale ricorre in caso di svista concernente il fatto probatorio in sé, e non di verifica logica della riconducibilità dell’informazione probatoria al fatto probatorio, trova il suo istituzionale rimedio nell’impugnazione per revocazione per errore di fatto, in concorso dei presupposti richiesti dall’articolo… Leggi di più

La competenza si determina in base al contenuto della domanda giudiziale

La competenza si determina in base al contenuto della domanda giudiziale, ex art. 10 c.p.c., criterio che vale per ogni forma di competenza e non solo per quella di valore. La prospettazione dell’attore può essere disattesa solo quando risulti prima facie artificiosa e preordinata a sottrarre la causa al giudice… Leggi di più

Legittimità del doppio licenziamento per cause diverse: autonomia degli atti di recesso, effetti successivi e assenza di pregiudizialità tra i giudizi

Il datore di lavoro, qualora abbia già intimato al lavoratore il licenziamento per una determinata causa o motivo, può legittimamente intimargli un secondo licenziamento, fondato su una diversa causa o motivo, restando quest’ultimo del tutto autonomo e distinto rispetto al primo. Ne consegue che entrambi gli atti di recesso sono… Leggi di più

Nel giudizio ex art. 445-bis c.p.c. il giudice deve decidere sull’intera domanda e non solo sulle critiche alla CTU preventiva

Nel giudizio di accertamento introdotto a seguito di dissenso ex art. 445-bis c.p.c., il giudice deve pronunciarsi sull’intera domanda e non può limitare il decisum ai soli rilievi mossi alla CTU preventiva.